Il modello Polo Integrato e il Sistema Gisa della Regione Campania presentati all’OCSE

Lo scorso novembre la Regione Campania e in particolare la UOD Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria è stata protagonista di una tavola rotonda dell’OCSE durante la quale sono stati illustrati i processi di regolamentazione regionale su dinamiche complesse, esempio importante per i processi di regolamentazione nazionale. Ma partiamo dall’inizio. 

Che cosa è l’OCSE (OECD).

L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un’Organizzazione internazionale che opera per creare politiche migliori per una vita migliore. L’obiettivo è promuovere politiche che favoriscano prosperità, uguaglianza, opportunità e benessere per tutti. Per preparare meglio il mondo di domani, si avvale di quasi 60 anni di esperienza e di conoscenze.

Collabora con i Governi, nello specifico i responsabili delle politiche pubbliche e dei cittadini per definire norme internazionali e trovare soluzioni basate su dati fattuali volte ad affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali dei nostri tempi. Dalle politiche per il miglioramento dei risultati economici alla creazione di posti di lavoro, dalla promozione di sistemi d’istruzione efficaci alla lotta contro l’evasione fiscale internazionale, l’Organizzazione offre un forum e un centro di conoscenze senza precedenti, per la diffusione e lo scambio di dati, analisi, esperienze, buone pratiche e suggerimenti per le politiche pubbliche e per la definizione di norme internazionali.

A novembre la “29th session of the Regulatory Policy Committeè”.

Il 29 e 30 novembre si è tenuto presso la sede dell’OCSE in 2 rue Andrè Pascal a Parigi, l’evento dal titolo “29th session of the Regulatory Policy Committeè”.

Nella prima giornata oltre all’approvazione dei resoconti riassuntivi delle riunioni tenutesi nel mese di aprile 2023 riguardante la 28a sessione del Comitato, si è tenuta una Tavola rotonda sulle politiche di regolamentazione incentrata sulle persone (Parte I), durante la quale si è discusso su come i governi possono mettere le persone al centro del processo normativo e collaborare in modo partecipativo con stakeholder, al fine di generare fiducia nell’azione del governo e sviluppare regolamenti che siano efficaci per tutti (strategia di genere, guida sulla modernizzazione della revisione normativa, guida sull’attuazione di una politica normativa incentrata sulle persone, regole su come migliorare l’equità attraverso la valutazione degli impatti sociali e distributivi, regole per migliorare la trasparenza e la responsabilità delle normative, rafforzare la fiducia attraverso il coinvolgimento dei cittadini, implementazione di una regolamentazione incentrata sull’utente).

Sempre nella prima giornata si è svolta una sessione su come migliorare l’equità attraverso la valutazione degli impatti sociali e della loro distribuzione. Si è dato risalto a come migliorare la trasparenza e la responsabilità delle normative, e di come poter aumentare la fiducia attraverso il coinvolgimento dei cittadini. Nella giornata del 30 novembre si è tenuta la seconda parte della Tavola rotonda sulla politica di regolamentazione incentrata sulle persone, con una sessione dedicata all’implementazione di una regolamentazione incentrata sull’utente. Sono stati trattati gli approcci basati sui dati e sull’impatto che essi anno sulla regolamentazione e sull’applicazione della regolamentazione. Nel complesso, la sessione aveva l’obiettivo di avviare un dialogo sui fattori abilitanti, sul potenziale di replica e sugli ostacoli delle iniziative in corso, nonché sulle azioni concrete che il Segretariato dell’OCSE può intraprendere per sostenere i Membri nei loro sforzi di riforma.

La sessione ha affrontato il tema di una migliore possibile regolamentazione nell’era digitale attraverso la governance tecnologica, con la presentazione di alcune iniziative quali:

  • il progetto orizzontale Going Digital IV dell’OCSE che mira a supportare i governi nella progettazione di un approccio più globale alla governance della tecnologia;
  • BRiDge: una iniziativa per favorire una migliore regolamentazione nell’era digitale, il cui obiettivo è supportare i governi nello sviluppo di approcci informati sul rischio, agili e neutrali dal punto di vista tecnologico, in linea con i quadri normativi esistenti dell’OCSE.

La sessione dedicata alla Regione Campania

Nel pomeriggio della seconda giornata si è tenuta la sessione relativa alla politica di regolamentazione subnazionale (regionale), dove l’azione del Comitato si è concentrata sulle “Soluzioni locali alle sfide globali: il contributo della politica di regolamentazione subnazionale all’efficacia”. Tante le domande che hanno innescato questa fase: come garantire che la politica di regolamentazione affronti in modo efficace le sfide sociali e ambientali generali del 21° secolo? Come i governi dovrebbero incorporare le dimensioni subnazionali nel promuovere ed implementare strumenti e pratiche di gestione normativa? Durante questa sessione è stata data l’opportunità di ascoltare le esperienze dei delegati regionali e successivamente di discutere sull’approccio alla regolamentazione da parte dei governi subnazionali.

Tra i delegati ha partecipato, in rappresentanza della Regione Campania, il Dott. Giuseppe Di Loria, Direttore della UOC Igiene degli Alimenti di Origine Animale della ASL Napoli 3 Sud, che collabora con la UOD Prevenzione e Sanità Pubblica Veterinaria della Direzione Generale Tutela della Salute e del Coordinamento del SSR Regione Campania. Nella presentazione dal titolo “Soluzioni locali alle sfide globali: Il contributo della politica di regolamentazione subnazionale a risultati politici efficaci” è stata rappresentata l’organizzazione dei sistemi di gestione dei controlli ufficiali e delle altre attività ufficiali in Regione Campania. Si è cercato di rispondere ad alcune domande: Quali sono gli approcci dei governi regionali alla regolamentazione? In che modo differisce l’approccio alla regolamentazione tra i governi nazionali e i governi regionali? Questo, partendo da quelli che sono gli obiettivi operativi e strategici richiesti dall’Autorità Competente Centrale. È stato così esplicitato il modello organizzativo regionale della Campania attraverso la creazione del Polo Integrato, dei Centri di Riferimento Regionale. È stato sottolineato come l’Autorità Competente Regionale ha creato un Sistema Informativo per la gestione dei controlli ufficiali (GISA), uniformando le modalità di esecuzione anche attraverso la medesima modulistica. Ciò è stato possibile emanando norme regionali. I dati fruibili dal sistema informativo sono utilizzati per rendicontare le attività realmente effettuate all’autorità centrale (Ministero della Salute).

Inoltre, è stato possibile rendere oggettivo il fabbisogno del personale per l’esecuzione dei controlli già durante la fase di programmazione annuale. Unico sistema regionale presente in Italia.

È stata mostrata la nuova metodologia sviluppata insieme agli esperti OCSE sulla categorizzazione delle Imprese che sarà di prossima utilizzazione sempre nel sistema informativo GISA.

Nelle parti conclusive della presentazione è stato posto l’accento a come il sistema GISA Campania, considerato da altre Regioni italiane e da altri Paesi una “best practice”, possa essere uno strumento per promuovere la cooperazione tra i governi nazionali e regionali, per rafforzare il contributo della politica di regolamentazione, per affrontare le sfide sociali e ambientali generali del 21° secolo.

La possibilità del riuso gratuito per la Pubblica Amministrazione  tramite il Catalogo Nazionale, previsto dalle Linee Guida per l’Acquisizione e il Riuso del Software dell’AGID (ai sensi dell’art. 69 del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) – https://developers.italia.it/it/software.html), ha reso possibile ad oggi l’adozione di questo sistema informativo da parte delle regioni Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia e la volontà del Ministero della Salute di estenderlo a livello nazionale.

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